Il 4 novembre a Bruxelles la Commissione europea ha annunciato una svolta strategica per l’industria dei semiconduttori: la nascita della European Chip Design Platform (EuroCDP). Con un finanziamento complessivo di 525 milioni di euro, l’iniziativa intende colmare il divario che ancora vede l’Europa detenere meno dell’1% del mercato globale del design di chip, sia in termini di fatturato che di capacità fabless.
EuroCDP: struttura dei finanziamenti e servizi offerti
La piattaforma, accessibile tramite il sito, è stata presentata dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, responsabile della Sovranità tecnologica, Sicurezza e Democrazia dell’UE. L’obiettivo è fornire a start-up, PMI e imprese più mature un bouquet di risorse che spaziano da strumenti di progettazione EDA e blocchi di proprietà intellettuale, fino a capacità produttiva in fonderie europee. I 440 milioni di euro provengono da fondi pubblici dell’Unione e degli Stati membri, erogati a fondo perduto; i restanti 85 milioni servono a mantenere l’infrastruttura cloud, i servizi di supporto e lo sviluppo di strumenti open source. Le sovvenzioni sono scalate sulla base della maturità aziendale: le start-up possono richiedere fino a 100.000 euro per prototipi proof-of-concept, mentre le realtà più avanzate hanno a disposizione grant fino a 16 milioni di euro per la commercializzazione di un chip.
Gestione e partner tecnici
Il consorzio che gestisce EuroCDP è guidato dall’Istituto belga di ricerca IMEC, con il supporto della Chips Joint Undertaking e dei principali fornitori mondiali di software di Electronic Design Automation (EDA) e IP. Attualmente venti start-up partecipano a programmi di venture development, beneficiando di formazione sia tecnica che commerciale per trasformare le loro idee in prodotti maturi.
European Fabless Semiconductor Association: la voce unificata del fabless europeo
Contemporaneamente a EuroCDP, a Bruxelles è stata costituita la European Fabless Semiconductor Association, la prima associazione paneuropea dedicata alle imprese che progettano chip senza possedere una propria fonderia. L’atto costitutivo, registrato come AISBL di diritto belga, è stato firmato da Axelera AI, Quside, Semidynamics, SiPearl e VSORA, con il sostegno del progetto Horizon Europe VOICES. Paul de Bot, con oltre tre decenni di esperienza nella catena del valore dei semiconduttori, è stato nominato primo presidente in fase di incubazione.
Obiettivi e aree d’intervento
L’associazione si propone di operare su quattro fronti: policy, rappresentando le fabless nei confronti delle istituzioni UE (DG CONNECT, DG GROW, Chips Joint Undertaking); intelligence, offrendo un hub centralizzato su bandi, mercati e tecnologie; investimenti e accesso al mercato, facilitando il contatto tra membri, investitori e grandi sistemi industriali; infine servizi condivisi, come licenze collettive di strumenti EDA, che una singola PMI non riuscirebbe a negoziare da sola. L’ambizione è aggregare più di 50 PMI fabless entro i prossimi tre anni.
Impatto atteso sul panorama europeo dei chip
Le due iniziative, pur operando a livelli diversi, puntano a una medesima missione: creare una domanda interna sufficiente a sostenere una filiera di design autosufficiente. EuroCDP fornisce le risorse tecniche e finanziarie, mentre l’European Fabless Semiconductor Association garantisce rappresentanza, intelligence di mercato e condizioni contrattuali più vantaggiose. Come ha sottolineato Paul de Bot, “se l’Europa vuole restare rilevante nel mercato globale dei semiconduttori, deve far crescere il proprio ecosistema di design fabless”. Grazie a questi strumenti, start-up e PMI avranno la possibilità di competere nei segmenti ad alta crescita, come i chip per data-center di prossima generazione, riducendo al contempo la dipendenza da fornitori esterni.
L’investimento da 525 milioni di euro non è solo una somma numerica, ma un vero e proprio motore di innovazione destinato a trasformare l’Europa da consumatore a produttore di design avanzati di chip. La sinergia tra EuroCDP e l’associazione fabless rappresenta una risposta concreta alle carenze di capacità finora evidenziate, aprendo la strada a una nuova generazione di progettisti europei in grado di dare valore al mercato globale.



