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17 Luglio 2026

Monopattini elettrici in sharing: la crisi assicurativa che blocca Bit Mobility

Bit Mobility ha dovuto fermare i suoi monopattini in sharing in tutta Italia a causa delle nuove polizze RCA obbligatorie. Scopri perché e cosa sta facendo l'azienda.

Monopattini elettrici in sharing: la crisi assicurativa che blocca Bit Mobility

Dal 16 luglio 2026, l’assicurazione RCA è diventata obbligatoria per tutti i monopattini elettrici, sia di proprietà privata che in sharing. Questa nuova normativa mira a rafforzare la sicurezza e garantire risarcimenti certi in caso di incidenti. Tuttavia, l’implementazione di questa misura ha creato non pochi problemi, come dimostra il caso di Bit Mobility, che ha dovuto sospendere temporaneamente il servizio in tutta Italia.

Bit Mobility, uno dei principali operatori nel settore della micromobilità elettrica, ha annunciato la sospensione del servizio di monopattini in sharing a causa delle difficoltà legate all’attivazione delle nuove coperture assicurative RCA. La società ha spiegato che la riattivazione del servizio è subordinata alla risoluzione delle problematiche ancora in corso.

Le difficoltà nell’attivazione delle polizze RCA

La nuova normativa ha reso obbligatoria la responsabilità civile auto (RCA) per tutti i monopattini elettrici, inclusi quelli in sharing. Questo ha reso necessario per gli operatori del settore adeguare le proprie coperture assicurative. Tuttavia, Bit Mobility ha riscontrato numerose difficoltà nell’attivazione delle nuove polizze.

Secondo l’azienda, le offerte assicurative sono arrivate solo alla vigilia dell’obbligo, senza lasciare tempo sufficiente per una valutazione da parte dei contraenti. Bit Mobility ha accettato immediatamente le condizioni contrattuali proposte, ma le compagnie assicurative non sono state in grado di attivare le polizze in tempo utile.

Le critiche di Bit Mobility

Bit Mobility ha criticato la tempistica prevista dalla proroga del Ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit), ritenuta non adeguata a garantire un sufficiente intervallo tra la formulazione delle offerte assicurative e la loro sottoscrizione. L’azienda ha sottolineato che la proroga doveva servire a evitare esattamente quello che è successo.

“Lo stop rappresenta la dimostrazione concreta delle difficoltà denunciate nei giorni scorsi”, ha affermato Bit Mobility. “La proroga doveva servire a evitare esattamente quello che è successo. Le offerte sono arrivate solo alla vigilia dell’obbligo e non c’è stato tempo per i contraenti per alcuna valutazione.”

L’impatto economico delle nuove polizze

Bit Mobility non contesta l’obiettivo di maggior tutela per gli utenti, ma mette in evidenza l’impatto economico delle nuove coperture. “Condividiamo pienamente l’obiettivo di garantire maggiore tutela ai cittadini”, afferma l’azienda, “ma un obbligo di legge deve poter essere rispettato.”

La società giudica “non accettabile” che imprese e utenti si ritrovino “senza un mercato realmente operativo” e segnala un forte aumento dei premi: nel suo caso, i costi assicurativi “aumentano fino a oltre sedici volte” rispetto al passato, senza che vi sia stata alcuna modifica nei mezzi utilizzati, nelle modalità d’uso o nella sinistrosità.

Questo aumento dei costi potrebbe riflettersi, nel medio periodo, sia sulla disponibilità del servizio sia sulle tariffe applicate. Per chi utilizza i servizi di sharing mobility, queste dinamiche sui costi assicurativi potrebbero avere un impatto significativo.

Le richieste di Bit Mobility alle istituzioni

Alla luce di quanto accaduto, Bit Mobility ha ribadito la propria richiesta alle istituzioni di intervenire su tre fronti: prevedere un regime transitorio che accompagni l’introduzione dell’obbligo RCA per i monopattini, garantire un congruo periodo per la sottoscrizione delle polizze e verificare il corretto funzionamento del mercato assicurativo.

L’obiettivo dichiarato è evitare che l’introduzione dell’obbligo RCA per i monopattini finisca per mettere a rischio la continuità dei servizi di sharing mobility in Italia, in un momento in cui queste soluzioni sono sempre più utilizzate nelle grandi città come alternativa all’auto privata per gli spostamenti brevi.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.