Il porto di Ancona si trova al centro di una nuova opportunità di collaborazione internazionale. Una delegazione di Omoda e Jaecoo marchi del gruppo cinese Chery ha visitato lo scalo marchigiano per esplorare le possibilità di utilizzo come base di scalo per il mercato europeo. La missione fa seguito alla visita della Regione Marche nello Zhejiang dello scorso maggio, segnando un passo concreto verso una cooperazione operativa con la Cina.
Il porto di Ancona: un hub strategico per l’Adriatico
Il porto di Ancona è uno dei principali scali dell’Adriatico, con una posizione strategica per i collegamenti est-ovest. Negli ultimi anni, il traffico container ha registrato una crescita significativa, superando i 160mila Teu e attirando i principali vettori containerizzati a livello globale. La sua vicinanza al Canale di Suez, circa cinque giorni di navigazione, consente di ridurre i tempi di collegamento fra l’Asia e il mercato europeo.
Infrastrutture e progetti di sviluppo
Durante la visita, la delegazione cinese ha potuto osservare le caratteristiche produttive e infrastrutturali del porto. Tra i progetti presentati, la costruzione della banchina 27, il dragaggio dei fondali delle banchine commerciali e l’incremento dell’intermodalità. A medio termine, è previsto il progetto per la realizzazione della Penisola, che potenzierà ulteriormente le capacità dello scalo.
La visione di Ancona come porta d’Oriente
Il presidente dell’Adsp Carloni ha sottolineato il ruolo storico del porto di Ancona come porta d’Oriente un ruolo che assume un valore ancor maggiore nella geopolitica contemporanea. La posizione dello scalo, le caratteristiche dei suoi traffici e il suo status di porto core di due Corridoi europei rendono Ancona un partner ideale per nuove collaborazioni con la Cina.
L’assessore regionale Bugaro ha evidenziato come il sistema logistico integrato di Ancona, che comprende porto, aeroporto e interporto, possa attrarre non solo il transito dei veicoli, ma anche attività ad alto valore aggiunto come la gestione della ricambistica, della distribuzione e dei servizi connessi. Questo approccio mira a creare sviluppo, occupazione e nuove opportunità per le Marche.
Il contesto globale: il China shock 2.0
La visita di Omoda e Jaecoo si inserisce in un contesto globale in cui la Cina sta consolidando la sua posizione nel settore manifatturiero avanzato. Il China shock 2.0 ha visto la Cina superare la Germania in settori chiave come macchinari, apparecchiature elettriche e veicoli. Questo cambiamento ha portato a una sovrapposizione competitiva tra le economie europea e cinese, con la Cina che non solo acquista, ma produce e esporta beni tecnologicamente avanzati.
L’Unione Europea ha risposto con l’Industrial Accelerator Act che mira ad aumentare la quota della manifattura sul PIL dell’Unione dal 14,3% del 2026 al 20% entro il 2035. Questo obiettivo riflette la volontà dell’Europa di non accettare passivamente la perdita della propria base produttiva, ma di costruire domanda, capacità e resilienza.
Tuttavia, la sfida è complessa. La Cina ha già consolidato una scala manifatturiera superiore a quella dell’intera Unione Europea, con un focus su settori ad alto contenuto tecnologico come batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e macchine industriali. La partita si gioca non solo sul volume della produzione, ma sulla composizione tecnologica e la capacità di presidiare settori avanzati.
La sostenibilità ambientale: un altro fronte di collaborazione
Mentre il porto di Ancona esplora nuove opportunità logistiche, la Cina sta facendo passi da gigante nella protezione e nel ripristino delle sue praterie. Negli ultimi anni, il Paese ha ripristinato in media oltre 3 milioni di ettari di praterie degradate all’anno, prevenendo e controllando infestazioni di roditori e parassiti. La produzione annua di erba fresca ha superato i 600 milioni di tonnellate, testimoniando la ripresa della produttività delle praterie.
Questi sforzi riflettono un impegno più ampio verso la sostenibilità ambientale, un valore che potrebbe trovare sinergie con le iniziative di sviluppo del porto di Ancona. La collaborazione tra le due parti potrebbe estendersi oltre la logistica, abbracciando anche progetti di sostenibilità e innovazione tecnologica.



