L’progetto GENESIS ha guadagnato una visibilità globale partecipando alla IEEE Quantum Week 2026 (QCE26) a Toronto, uno degli eventi più prestigiosi per l’innovazione tecnologica. L’iniziativa, interamente italiana, si propone di accelerare lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) integrando infrastrutture digitali ultra-broadband, sensori, piattaforme software e algoritmi avanzati per una gestione più efficiente, sicura e sostenibile dell’energia.
Obiettivi di GENESIS e architettura digitale integrata
GENESIS punta a trasformare il modo in cui cittadini, imprese e amministrazioni locali producono, condividono e consumano energia da fonti rinnovabili. La forza del progetto risiede nella capacità di far dialogare fibra ottica FTTHconnettività 5Gsensoristica IoT e intelligenza artificiale per ottimizzare i flussi energetici in tempo reale. Grazie a una piattaforma modulare, i dati di generazione, accumulo e consumo vengono raccolti, analizzati e trasformati in decisioni operative che favoriscono l’autoconsumo e riducono gli sprechi, rendendo le CER più attrattive dal punto di vista economico e ambientale.
Partner tecnologici e competenze coinvolte
Il cuore del progetto è una coalizione di attori provenienti da settori diversi. Open Fiber Network Solutions coordina lo sforzo, fornendo la rete ottica capillare necessaria per l’interconnessione dei dispositivi. WindTre aggiunge la copertura 5G, garantendo connettività anche nelle aree non raggiunte dalla fibra. Università di Firenze conduce studi sull’impatto del modello sul sistema elettrico nazionale, mentre ENEA valuta la scalabilità delle soluzioni. Il CRS4 sviluppa algoritmi di ottimizzazione e modelli di analisi dei dati; Spindox si occupa della piattaforma di raccolta e integrazione delle informazioni; Neyen sperimenta la comunità energetica pilota e Ouvert realizza gli strumenti di monitoraggio e valorizzazione dei risultati.
Innovazioni presentate a Toronto: fibra, quantum e edge
Il ruolo della fibra ottica nella nuova gestione energetica
Francesca Parasecolo, responsabile Engineering di Open Fiber, ha sottolineato come la rete di oltre 170 mila chilometri di fibra, che copre 17,5 milioni di unità immobiliari in tecnologia FTTH e serve più di 4 milioni di clienti residenziali rappresenti una base fondamentale per i nuovi modelli di gestione dell’energia. “La fibra abilita nuovi modelli di gestione dell’energia”, ha affermato, aggiungendo che 28 mila cabine elettriche sono già collegate in fibra, creando un’infrastruttura pronta a supportare la digitalizzazione del settore energetico del Paese.
Calcolo quantistico per la composizione ottimale delle comunità
Giuliana Siddi Moreau, ricercatrice senior del CRS4, ha illustrato la metodologia quantistica sviluppata nell’ambito di GENESIS. Il problema della composizione ottimale di una comunità energetica è stato tradotto in un linguaggio eseguibile da processori quantistici, suddividendolo in sotto-problemi gestibili con l’hardware attuale. Dopo una sperimentazione su un vero processore quantistico, il risultato è stato valutato da esperti internazionali. “Al momento non rivendichiamo vantaggi rispetto ai metodi classici, ma stiamo costruendo le fondamenta metodologiche per quando l’hardware sarà maturo”, ha spiegato, evidenziando anche lo sviluppo di soluzioni di crittografia post-quantistica e distribuzione quantistica delle chiavi per proteggere i dati sensibili delle CER.
Nodo Edge per ottimizzare scambi e consumi
Il modello prevede un nodo Edge collocato presso una centrale locale (il POP), dove le informazioni provenienti da sensori e contatori intelligenti sono elaborate in tempo reale. Questa architettura, basata su low-latency computing consente di ottimizzare gli scambi energetici tra produttori e consumatori, migliorando l’efficienza della rete elettrica e generando benefici tangibili per i cittadini. “Le reti ad alta capacità e bassa latenza permettono di raccogliere e trasmettere i dati dei membri della comunità, trasformandoli in azioni concrete sul campo”, ha aggiunto Parasecolo.
L’intervento a Toronto ha confermato l’interesse internazionale per soluzioni concrete e regolamentate come quelle delle comunità energetiche. La partecipazione di GENESIS dimostra che la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca è cruciale per affrontare le sfide della transizione digitale ed energetica. Come sottolineato dai relatori, la parte più complessa non è l’hardware quantistico, ma la capacità di formulare correttamente il problema, disporre dei dati giusti e valutare quando una soluzione è realmente superiore. GENESIS si propone di creare strumenti replicabili, inclusivi e scalabili, mostrando che un progetto italiano può contribuire al dialogo scientifico e industriale a livello globale.


