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15 Ottobre 2026

Starlink e Starshield: il limite di velocità che ha bloccato le azioni

Un limite di velocità inatteso sui terminali satellitari ha sospeso le operazioni dei droni ucraini, rivelando chi può decidere il destino di Starlink e Starshield.

Starlink e Starshield: il limite di velocità che ha bloccato le azioni

Nel cuore dell'autunno 2026, le forze armate ucraine hanno sperimentato un’improvvisa interruzione delle comunicazioni dei loro droni. Tra il 13 e il 14 ottobre, un limite di 160 km/h è stato applicato ai terminali satellitari che utilizzano le reti Starlink e Starshield. Il provvedimento è comparso senza preavviso e ha colpito le operazioni di attacco e di difesa aeree proprio mentre la Russia intensificava gli attacchi.

Il 15 ottobre, secondo quanto riferito da fonti ucraine, i servizi sono tornati pienamente operativi. Tuttavia, l’incidente ha aperto un dibattito su chi abbia la facoltà di modificare i parametri di una rete considerata vitale per la difesa di un Paese. La questione risulta particolarmente delicata, perché le stesse preoccupazioni potrebbero riguardare altri stati europei che dipendono da fornitori extra-UE.

Limite di 160 km/h imposto a Starlink e Starshield: cosa è successo

Il valore di 160 km/h non rappresentava una riduzione della velocità di trasferimento dati, ma la massima velocità consentita al terminale quando era montato su un veicolo o su un drone. Superata tale soglia, la connessione si spezzava, con la conseguente perdita di video in tempo reale, di dati di posizione e del link di comando. Il termine di velocità di spostamento è stato spesso frainteso come un rallentamento di Internet, ma si trattava di una limitazione fisica del movimento del terminale.

Impatto sui droni ucraini: missioni offensive e difensive

Il consigliere serbo-ucraino Serhiy Beskrestnov ha denunciato l'assenza di avvisi, mentre il 7° Corpo di reazione rapida ucraino ha segnalato interruzioni di 10-20 secondi già a velocità comprese tra 110 e 120 km/h. In alcuni casi, la degradazione è avvenuta sopra gli 80 km/h, costringendo gli operatori a cancellare o rimandare attacchi. La limitazione ha colpito soprattutto le operazioni condotte sul territorio nazionale o occupato, la difesa aerea e le attività logistiche al fronte.

Il problema non è stato limitato ai droni offensivi. I piccoli intercettori difensivi devono inseguire bersagli russi che spesso superano i 160 km/h. Il produttore ucraino Wild Hornets ha dichiarato che il modello Sting è capace di raggiungere i 315 km/h, una velocità ben oltre il nuovo vincolo. Sebbene non vi siano prove dirette che lo Sting utilizzi Starshield, l'esempio mette in evidenza il divario tra la soglia imposta e le capacità operative richieste.

Chi controlla Starlink e Starshield: ruoli di SpaceX, del governo USA e delle autorità ucraine

Starlink è la rete commerciale di SpaceX, destinata a famiglie, imprese e organizzazioni. Dal 2022 è diventata un elemento cruciale per le comunicazioni ucraine. Starshield invece, è presentato da Elon Musk come una piattaforma per la sicurezza nazionale, con terminali dedicati, cifratura avanzata e percorsi di rete separati, ma che sfrutta la stessa costellazione di satelliti di Starlink.

Musk ha affermato che le limitazioni su Starshield sono decise dal militare statunitense e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti. Per Starlink commerciale, invece, sostiene che il controllo rimanga nelle mani di SpaceX. La distinzione, però, non elimina le ambiguità: il governo americano può essere committente di Starshield, mentre SpaceX mantiene la gestione operativa dell’infrastruttura condivisa. Senza documenti contrattuali pubblici, è difficile attribuire con certezza la responsabilità dell'intervento di ottobre.

Risposte europee: GOVSATCOM e progetto IRIS²

Il blocco ha spinto l'Unione europea a chiedersi quali alternative possano garantire continuità operativa. A gennaio 2026 è stato lanciato GOVSATCOM un programma che aggrega capacità satellitari governative e militari dei Paesi membri, offrendo l'accesso a utenti autorizzati. Il Consiglio UE, con la decisione 2026/587 del 9 marzo 2026, ha autorizzato negoziati per includere l'Ucraina in questo schema, ma la partecipazione resta ancora in fase di trattativa e non garantisce ancora capacità equivalenti a Starshield.

Un altro progetto europeo, IRIS² prevede una costellazione di satelliti per connettività sicura. La prima versione semplificata è prevista per il 2029, con completamento intorno al 2030. Fino a quel momento, GOVSATCOM può alleviare parte della dipendenza, ma non sostituisce totalmente le funzioni critiche richieste dai droni a elevate velocità.

La riattivazione del servizio il 15 ottobre ha evitato ulteriori danni, ma ha anche evidenziato la necessità per l'Europa di consolidare soluzioni satellitari autonome, in grado di operare senza preavvisi improvvisi o decisioni politiche esterne.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.