Dopo un periodo di quasi quattro anni con poche offerte pubbliche iniziali significative, il 2026 si presenta come un anno di possibile svolta per i mercati azionari, trainato dall’entusiasmo per l’Intelligenza artificiale e le imprese spaziali. La spinta è alimentata anche dal successo inaspettato dell’IPO di Cerebras (raccolta di 6,4 miliardi di $, valutazione di 70 miliardi), segnalato dal Financial Times il 19 maggio 2026, che ha riacceso l’appetito degli investitori verso nuove quotazioni nel settore tecnologico e dei semiconduttori.
Tra le società più attese figurano SpaceX, OpenAI e Anthropic, tre nomi che portano con sé valutazioni private molto elevate e aspettative di raccolta monumentali. Elon Musk ambisce a una capitalizzazione superiore ai 2 trilioni di $ per SpaceX; Sam Altman e Dario Amodei mirano invece a valutazioni prossime al trilione per le loro imprese. Queste cifre, già emerse nei round privati, spostano la discussione dall’idea di semplice quotazione alla prospettiva di ridefinire le classifiche mondiali per market cap.
Valutazioni comparate e scenari di posizionamento
Le stime recenti collocano SpaceX, sulla base della fusione con xAI, attorno a una valutazione privata di 1,25 trilioni di $, che la porterebbe nelle prime posizioni globali se fosse riconosciuta dal mercato. Post-money e pre-money sono concetti centrali in queste simulazioni: Musk ha ventilato un piano con valutazione pre-money di 1,75 trilioni e post-money di 1,825 trilioni, che sposterebbe SpaceX tra gli otto nomi più grandi al mondo, avvicinandola ulteriormente a gruppi come TSMC e Broadcom.
Implicazioni per il controllo e il portafoglio degli investitori
Se il mercato accettasse livelli pretesi, si creerebbe una situazione nuova: Elon Musk avrebbe il controllo effettivo di due società fra le top 10 (SpaceX e Tesla), con una capitalizzazione aggregata intorno ai 3,5 trilioni di $. Questo fenomeno solleva interrogativi sul comportamento degli investitori retail e sui cosiddetti “super fans“, che potrebbero scegliere tra posizioni in Tesla o in SpaceX in una fase non banale per le prospettive operative di Tesla (con concorrenza cinese e sfide sulla guida autonoma).
Numeri operativi: ricavi, perdite e sostenibilità
Un elemento ricorrente nel dossier delle tre candidate all’IPO è il contrasto tra valutazioni astronomiche e risultati operativi ancora contenuti. SpaceX resta complessivamente in perdita, con la componente legata all’AI particolarmente pesante, mentre i servizi di Starlink sono la principale fonte di sostegno finanziario. I ricavi complessivi di SpaceX non hanno raggiunto i 20 miliardi di $ nel 2026, un confronto utile rispetto a realtà come Nvidia che ha registrato ricavi trimestrali di 81,6 miliardi e un net income di 58,3 miliardi in un singolo trimestre.
Governance, diritti di voto e percezione del rischio
La struttura azionaria sarà un fattore determinante: Musk dovrebbe disporre di una classe di azioni che gli garantisce circa l’85% dei diritti di voto, misura che influisce sulle valutazioni percepite e sulla governabilità. Per società con ricavi contenuti e perdite, la combinazione di alta valutazione e controllo concentrato può generare dubbi tra gli investitori istituzionali e retail sulla sostenibilità dei ritorni e sulla disciplina degli investimenti futuri.
La corsa tra Anthropic e OpenAI e i fattori che spiegano il sorpasso
Anthropic è emersa come possibile leader nella competizione per la supremazia nell’AI, dopo esser passata da posizioni di rincalzo a una crescita molto rapida: i ricavi 2026 erano attorno ai 9 miliardi di $, con una run-rate che a fine giugno 2026 è stata stimata verso i 50 miliardi. OpenAI, pur con un enorme bacino di utenti, mostra una run-rate di circa 25 miliardi e previsioni per il 2026 non molto superiori (intorno ai 30 miliardi), con prospettive di utile posticipate sino al 2030 a causa di investimenti infrastrutturali molto onerosi, stimati intorno a 600 miliardi.
Le ragioni del sorpasso sono in gran parte commerciali e strategiche: Anthropic ha puntato con decisione sul mercato enterprise e su accordi per la fornitura di risorse di calcolo esterne (accordi con provider cloud e con SpaceX, Google e Amazon), mentre OpenAI ha dovuto fare i conti con una base consumer dove solo una quota limitata di utenti paga i servizi (circa il 6%). Questo posizionamento ha conseguenze dirette su ricavi, margini e sulla sostenibilità delle strategie di investimento.
Conclusioni e scenari aperti
L’imminente ondata di IPO nel 2026 rappresenta per queste società il momento della verità: la Borsa chiederà trasparenza e misurerà la distanza tra valutazioni private e performance reali. Tra possibili successi straordinari e rischi concreti legati a ricavi ancora limitati, perdite e governance concentrate, il mercato dovrà decidere quanto valore attribuire a visioni ambiziose come la colonizzazione di Marte o la creazione di AI superumane. Per investitori e osservatori rimane essenziale monitorare l’evoluzione dei ricavi, la capacità di generare utili e l’adeguatezza delle strutture di controllo.