Il Ministero del Lavoro, congiuntamente ai Ministeri per la Famiglia e per l’Economia, ha definito le regole operative per un esonero contributivo destinato alle imprese che sviluppano politiche di welfare mirate alla conciliazione vita-lavoro. L’iniziativa, prevista dall’articolo 6 del D.L. 62/2026, si traduce in un beneficio pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore, con un massimo di 50.000 euro all’anno, per le aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026.
Dettagli dell’esonero contributivo per le imprese virtuose
Le imprese che ottengono la certificazione potranno beneficiare dell’esonero a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione e per tutta la durata della certificazione, non oltre il 31 dicembre 2028. Il meccanismo è gestito dall’INPS, che riceverà le domande esclusivamente in modalità telematica. Se il numero di richieste supera le risorse disponibili, l’Istituto potrà ridimensionare l’importo dell’incentivo.
Modalità di accesso e limiti economici
Per accedere al beneficio, il datore di lavoro deve presentare la domanda entro il primo termine utile successivo al riconoscimento della certificazione, secondo le istruzioni fornite annualmente dall’INPS. L’esonero è limitato a 7 milioni di euro per il 2026 e a 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Il tetto di 50.000 euro annui per impresa è fissato per garantire che il sostegno raggiunga un numero ampio di realtà aziendali.
La certificazione UNI/PdR 192:2026: requisiti e struttura
Pubblicata ad aprile 2026 dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), la norma UNI/PdR 192:2026 definisce criteri e KPI per valutare le misure a sostegno di maternità, paternità e carichi di cura. Essa si basa sul modello già esistente per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022), rendendo i due sistemi facilmente integrabili. Per ottenere la certificazione, le aziende devono raggiungere un punteggio minimo del 50% (micro-e piccole imprese) o del 60% (medie e grandi imprese) su una serie di indicatori.
Le sette aree di intervento
La norma suddivide i requisiti in sette macro-aree: organizzazione del lavoro e flessibilità (orari flessibili, smart-working, part-time reversibile); supporto alla maternità (programmi sanitari, piani di rientro); supporto alla genitorialità (utilizzo dei congedi di paternità e parentali, indennità integrate); supporto agli impegni di cura (permessi per caregiver, convenzioni assistenziali); salute e benessere (assistenza sanitaria integrativa, screening, attività sportive); sostegno economico per le famiglie (budget welfare, educazione finanziaria, previdenza complementare); e sviluppo professionale (tasso di retention post-congedo, formazione al rientro). La certificazione ha validità triennale e prevede due audit di monitoraggio a 12 e 24 mesi.
Bando Unioncamere e supporto finanziario per le PMI
Per agevolare l’adozione della UNI/PdR 192:2026, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, in collaborazione con Unioncamere, ha lanciato un avviso da 7,5 milioni di euro, con il 60% dei fondi riservato alle PMI. Il bando prevede due tipologie di contributo: voucher fino a 2.459,01 euro per servizi di assistenza tecnica e tutoraggio, e incentivi fino a 12.000 euro per coprire i costi di certificazione presso organismi accreditati. Le domande potranno essere inoltrate dal 21 settembre 2026 fino al 31 marzo 2027, secondo ordine cronologico, salvo esaurimento anticipato dei fondi.



