Il 3 novembre è stato annunciato un importante movimento di capitale: il gruppo Dhh ha sottoscritto l’aumento di capitale di Netalia, entrando così per la prima volta nel nuovo assetto societario. L’operazione, effettuata dal gruppo quotato su Euronext Growth Milan e specializzato in infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, mira a sostenere il piano industriale di Netalia e a dare slancio a una soluzione cloud nazionale destinata alle imprese italiane.
Dhh entra nel capitale di Netalia: un investimento strategico
Secondo il CEO di Netalia, Michele Zunino, l’ingresso del gruppo Dhh rappresenta “molto più di un semplice investimento”. Egli sottolinea che si tratta del primo segnale concreto del percorso di apertura della società, capace di aggregare competenze, risorse e capacità imprenditoriali attorno a un progetto industriale comune. L’obiettivo, secondo Zunino, è creare una filiera di sistema che, investendo e collaborando, possa offrire un’alternativa cloud “di lungo periodo” e totalmente controllata dalla giurisdizione italiana.
Le competenze di Dhh nel campo dell’intelligenza artificiale
Fondata nel 2015, Dhh è un consorzio di oltre 12 aziende distribuite in Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Svizzera, con circa 200 dipendenti. Il fatturato supera i 41 milioni di euro, di cui più del 65 % è generato in Italia. La forza competitiva del gruppo risiede nella gestione di piattaforme di calcolo ottimizzate per l’intelligenza artificiale, capacità che ora verrà messa a disposizione di Netalia per potenziare la sua offerta infrastrutturale.
Netalia e il progetto di cloud nazionale
Netalia, con più di quindici anni di presenza sul mercato italiano, offre servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma sia alle imprese che alla pubblica amministrazione. L’azienda è certificata dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale per la gestione dei dati della PA. Dal punto di vista tecnologico, Netalia si basa su soluzioni open source integrate tramite un proprio sistema di orchestrazione, gestito internamente in termini di ingegneria, sviluppo ed evoluzione, garantendo così **autonomia** rispetto ai vincoli dei fornitori internazionali.
Domanda di sovranità digitale tra le grandi imprese
Il mercato di riferimento è rappresentato dalle grandi realtà aziendali italiane, sempre più attente a tematiche di sovranità dei dati, cloud repatriation e geopatriation. Secondo l’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty del Politecnico di Milano, la spesa per il cloud in Italia ha raggiunto 9,48 miliardi di euro nel 2026, con una crescita del 17 % rispetto all’anno precedente, trainata dall’adozione dell’AI e dagli investimenti in cybersecurity.
Verso un ecosistema cloud condiviso
Netalia e Dhh non sono nuovi partner: collaborano già attraverso Seeweb e fanno parte del Consorzio Italia Cloud sin dalla sua costituzione, con l’obiettivo di aggregare operatori nazionali dotati di competenze complementari. L’ingresso di Dhh nel capitale di Netalia trasforma quindi questa cooperazione in una partnership societaria, capace di sostenere gli investimenti necessari per costruire una infrastruttura cloud nazionale capace di competere con i provider statunitensi, che attualmente detengono il 92 % dei ricavi europei nel settore infrastrutturale e di piattaforma. Parallelamente, il 70 % delle grandi imprese italiane considera la localizzazione fisica dei dati come elemento chiave per la sovranità digitale, rendendo cruciale il ruolo di iniziative come questa.
L’operazione segna un passo decisivo verso la realizzazione di un ecosistema cloud italiano autosufficiente, in cui le competenze di calcolo AI di Dhh si integrano con l’esperienza di Netalia nella gestione di servizi cloud per la PA e le imprese, sostenuti da una visione di lungo periodo condivisa tra tutti gli attori del Consorzio Italia Cloud.



