Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato un nuovo voucher dedicato a piccole e medie imprese (PMI) e lavoratori autonomi che vogliono investire in cloud computing e cybersecurity. L’obiettivo è rafforzare la resilienza digitale delle realtà più piccole, offrendo un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un tetto di 20.000 euro per beneficiario.
Apertura della procedura e criteri di ammissibilità
Dal 20 ottobre è possibile precompilare la domanda sulla piattaforma di Invitalia; l’invio definitivo è previsto a partire dal 10 novembre alle 12:00 e sarà chiuso il 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato dei fondi. Il finanziamento totale è di 150 milioni di euro, di cui 71 milioni destinati a progetti realizzati in otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
I soggetti ammissibili includono micro, piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti, fatturato non superiore a 50 milioni di euro o bilancio fino a 43 milioni, nonché professionisti con partita IVA (avvocati, architetti, consulenti, ecc.). È richiesto un collegamento Internet con velocità di download minima di 30 Mbps, già attivo al momento della domanda, indipendentemente dal tipo di connessione (fibra, radio o satellite).
Dettagli sul finanziamento e spese ammissibili
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con una soglia minima di investimento di 4.000 euro e un massimale complessivo di 40.000 euro per progetto, che consente di raggiungere il rimborso massimo di 20.000 euro. Esempi pratici: se un’impresa spende 6.000 euro, riceverà 3.000 euro; con una spesa di 20.000 euro, il rimborso sarà di 10.000 euro; con 40.000 euro di investimento si otterrà il benefit pieno.
Le voci finanziabili abbracciano due macro-aree:
Soluzioni di cybersecurity
Firewall, antivirus di ultima generazione, sistemi di rilevazione intrusioni, software per la gestione delle vulnerabilità e soluzioni di crittografia dei dati. Sono inclusi anche servizi di monitoraggio continuo, backup offline e strumenti anti-ransomware.
Servizi di cloud computing
Archiviazione e backup online, server virtuali, database gestiti, piattaforme per il recupero dei dati e software gestionali (contabilità, CRM, e-commerce, gestione del personale) che integrino funzioni di intelligenza artificiale per automatizzare processi ripetitivi.
Per poter beneficiare del contributo, gli acquisti devono rappresentare un reale miglioramento rispetto alle tecnologie attualmente in uso; il semplice rinnovo di un antivirus o l’aggiunta di utenti a una licenza esistente non sono ammissibili. È possibile includere nel progetto costi di configurazione, monitoraggio e assistenza tecnica fino al 30% del valore totale, mentre le spese di formazione del personale non sono finanziate.
Come presentare la domanda: step operativi e tempistiche
Il primo passo consiste nella scelta di un fornitore presente nella lista ufficiale delle aziende abilitate. L’impresa deve richiedere un preventivo dettagliato che specifichi codici prodotto, costi, situazione attuale e miglioramenti attesi. Dopo aver acquisito tutti i documenti, si accede alla piattaforma di Invitalia con SPID, CIE o CNS, inserendo anche una PEC attiva e la firma digitale.
La procedura si articola in due fasi:
- Precompilazione (dal 20 ottobre): si inseriscono i dati anagrafici, la sede, la descrizione del progetto e il piano di spesa, allegando le offerte dei fornitori.
- Invio definitivo (dal 10 novembre): la piattaforma genera un codice di predisposizione da inserire per trasmettere la domanda. Una volta inviata, il richiedente riceve una ricevuta ufficiale; le richieste saranno valutate in ordine cronologico di arrivo.
Le spese devono essere sostenute entro 12 mesi dalla data di concessione del voucher; per gli abbonamenti è richiesto un impegno minimo di 24 mesi, con copertura dei primi due anni. Il rimborso avviene dopo il pagamento delle fatture: è possibile richiedere una prima tranche una volta sostenute almeno la metà delle spese ammissibili.
Con questa iniziativa, lo Stato mira a colmare il divario digitale tra Nord e Sud e a fornire alle PMI gli strumenti necessari per resistere a un panorama di minacce informatiche in costante crescita, che secondo i dati del rapporto Clusit 2026 ha visto un incremento del 42% rispetto all’anno precedente.



