Nel 2019 il Dipartimento dell’Educazione del Brasile ha affidato a un team di economisti la gestione di 178 scuole pubbliche, chiedendo loro di distribuire in maniera casuale lo strumento di correzione automatica di saggi chiamato Letrus. Dopo aver confrontato i risultati, lo Stato ha deciso di acquistare la soluzione per tutti gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Poco dopo, il 14 settembre, la Gates Foundation ha annunciato un impegno di circa 400 milioni di dollari per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole di tutto il mondo.
Il trial brasiliano su Letrus: dati e prime conclusioni
Lo studio, pianificato con un pre-analysis plan depositato presso l’American Economic Association, ha coinvolto quasi 19 000 studenti. Per garantire che il risultato dipendesse solo dal software, il governo ha distribuito 8 000 notebook a tutte le 178 scuole, includendo anche quelle di controllo. Durante l’anno scolastico del 2019, sia la versione totalmente automatica sia quella integrata con valutatori umani hanno incrementato i punteggi dell’esame nazionale ENEM di 0,094 deviazioni standard. Questo risultato supera la media di 0,05 sd che caratterizza gli interventi tipici per gli ultimi anni di liceo.
Chi ha realmente beneficiato?
Due limiti sono emersi dal lavoro di ricerca. Prima di tutto, la selezione delle scuole si è basata su un’indagine del 2017 sulla prontezza digitale: il 93 % delle scuole partecipanti aveva già una connessione a banda larga, contro l’80 % della media statale, e solo un istituto rurale è stato incluso, nonostante le scuole rurali rappresentino il 7 % del totale. In secondo luogo, l’analisi suggerisce che i guadagni sono concentrati negli studenti appartenenti ai tre quartili più alti di punteggio iniziale, mentre il quartile più basso non registra alcun miglioramento. In altre parole, Letrus non ha aiutato i più deboli.
Altri progetti citati dalla Gates Foundation: comparazioni critiche
Nel Goalkeepers Report del 2026, la Fondazione evidenzia due esempi aggiuntivi. Il primo riguarda Kiddom Atlas, dove 21 scuole medie statunitensi avrebbero guadagnato sei mesi di apprendimento grazie a verifiche giornaliere. Tuttavia, la fonte è un articolo di opinione dell’azienda e la valutazione si basa su confronti tra utenti intensivi e poco intensivi, senza alcuna randomizzazione. La Fondazione ha destinato circa 13,95 milioni di dollari a Kiddom nel, ma non ha indicato chi condurrà una valutazione indipendente.
Il caso della Sierra Leone
Un altro studio reale, finanziato in parte dalla Gates Foundation, ha testato Gemini Guided Learning di Google DeepMind e Fab AI su 1 763 studenti in 12 scuole del distretto di Port Loko. Dopo otto settimane, gli alunni hanno registrato un miglioramento di 0,258 deviazioni standard in matematica, con incrementi più marcati per chi partiva da una buona base. Anche qui, gli studenti con competenze più basse non hanno beneficiato proporzionalmente.
Le implicazioni per gli investimenti futuri
Il pattern riscontrato in Brasile, Sierra Leone e negli studi brevi sostenuti dalla Fondazione mostra che gli effetti più elevati provengono da trial di breve durata e campioni ridotti. Quando un progetto viene testato su scala più ampia – come il caso di Letrus, che ha coperto un intero anno scolastico – l’impatto si riduce a circa un terzo di quello dichiarato in studi più contenuti. Inoltre, altre ricerche hanno evidenziato che l’introduzione di nuove tecnologie in contesti a basso reddito può persino ridurre i risultati, come dimostrano gli effetti negativi del rollout del 3G in 82 Paesi o l’assenza di impatti della iniziativa One Laptop per Child in Perù.
Infine, un’analisi più ambiziosa, finanziata da USAID, avrebbe dovuto monitorare 100 000 studenti del Ceará dal 2024 al 2026 per valutare l’effetto di Letrus sulla laurea e l’occupazione, ma è stata annullata nel 2025. Riavviare questo studio richiederebbe una frazione del capitale promesso dalla Gates Foundation e potrebbe fornire la risposta definitiva a: l’intelligenza artificiale nelle scuole genera benefici a lungo termine e, soprattutto, raggiunge gli studenti più svantaggiati?



