Il robotaxi sta passando dalla fase sperimentale a quella commerciale in diverse parti del mondo. A partire da settembre, una flotta di veicoli autonomi ha iniziato a trasportare passeggeri su invito lungo un percorso di 22 chilometri che collega il centro di Zagabria all’aeroporto Franjo Tuđman. La particolarità è che non c’è alcun conducente a bordo né operatori di sicurezza; l’intero viaggio è monitorato da una sala di controllo.
Il progetto è gestito da Verne, la giovane impresa croata nata nell’orbita di Mate Rimac, famoso per le supercar elettriche Rimac e Bugatti Rimac. La tecnologia di guida è fornita da Pony.ai, azienda cinese specializzata in intelligenza artificiale per la mobilità. I promotori presentano l’iniziativa come la prima esperienza europea di robotaxi su strada pubblica.
Verne e il primo robotaxi europeo a Zagabria
Il servizio, limitato a un numero ristretto di passeggeri selezionati, dimostra la fattibilità operativa di un veicolo completamente autonomo in un contesto urbano europeo. Ogni viaggio è supervisionato in tempo reale da operatori situati in un centro di comando, che possono intervenire rapidamente qualora il veicolo incontrasse situazioni complesse. Gli autonomi veicoli di Verne sono equipaggiati con sensori lidar, radar e telecamere ad alta risoluzione, integrati da un algoritmo di machine learning capace di interpretare l’ambiente circostante in frazioni di secondo.
Espansione globale di Pony.ai e WeRide
Parallelamente, le due principali compagnie cinesi di robotaxi, Pony.ai e WeRide, stanno intensificando la propria presenza fuori dall’Asia. Il CEO di WeRide, Tony Han, ha dichiarato che le flotte sono già operative a Guangzhou, Pechino, Abu Dhabi e Dubai, mentre Madrid e Londra saranno le prossime tappe. L’espansione è sostenuta da partnership strategiche con Uber, Bosch e altri attori locali, che forniscono sia la rete di clienti che le infrastrutture per ricarica e manutenzione.
Modello operativo di Pony.ai
James Peng, amministratore delegato di Pony.ai, ha illustrato un approccio tripartito: un partner locale acquisisce i clienti, la società fornisce la piattaforma di guida autonoma (definita “conducente virtuale”) e un operatore sul territorio gestisce le attività quotidiane, dalla manutenzione al parcheggio. Questa formula consente di entrare rapidamente in mercati dove la normativa è favorevole e le tariffe dei taxi sono sufficientemente alte da garantire la sostenibilità economica del servizio.
Entrambi i dirigenti hanno sottolineato che la crescita è ostacolata non tanto dalla tecnologia – ormai considerata matura – ma dalla necessità di costruire fiducia con autorità di regolamentazione e consumatori. Un singolo errore grave potrebbe infatti danneggiare l’intera immagine del settore, rendendo fondamentale una collaborazione stretta con le istituzioni per definire standard di sicurezza condivisi.



