Nel panorama educativo italiano, l’interesse per l’uso responsabile delle tecnologie è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Nonostante la disponibilità di nuovi dispositivi, molte scuole faticano a trasformare l’investimento in reale valore didattico. È proprio in questo contesto che Dario Benfatto, animatore digitale dell’istituto comprensivo di Regaldo in provincia di Catania, ha avviato un percorso di sperimentazione volto a mettere al centro la scelta consapevole degli strumenti piuttosto che la loro mera presenza in aula.
Il 6 novembre 2026, Benfatto ha condiviso la sua esperienza, sottolineando che “Una scuola innovativa non è quella che usa più dispositivi, ma quella che sa individuare gli strumenti appropriati”. Questa affermazione sintetizza una filosofia che parte dalla necessità di garantire autonomia agli studenti, passando per una valutazione accurata dell’impatto delle tecnologie, fino a una gestione responsabile delle risorse digitali.
Il ruolo di Dario Benfatto a Regaldo: animatore digitale e tutor tecnologico
Nel suo incarico, Benfatto non è soltanto un facilitatore di nuove apparecchiature, ma un vero e proprio coach digitale. Collabora quotidianamente con insegnanti di diverse discipline, aiutandoli a integrare strumenti come piattaforme di learning management system, applicazioni per la programmazione e, più recentemente, soluzioni basate su intelligenza artificiale. Grazie a workshop pratici e a sessioni di brainstorming, i docenti hanno potuto sperimentare metodologie personalizzate, osservando miglioramenti nella partecipazione e nella motivazione degli alunni.
Scegliere gli strumenti giusti: dalla quantità alla qualità
Uno dei punti cardine del progetto di Regaldo è stato l’abbandono dell’idea che più dispositivi equivalgano a una didattica migliore. Benfatto ha condotto una serie di analisi comparative, valutando non soltanto la disponibilità di tablet o laptop, ma anche la pertinenza funzionale degli stessi rispetto agli obiettivi di apprendimento. L’intervento ha comportato la riduzione di alcuni dispositivi inutilizzati e l’introduzione di software di realtà aumentata per le lezioni di scienze, dimostrando che un tool ben scelto può sostituire diversi apparecchi meno efficaci.
Come l’IA può supportare la didattica personalizzata
L’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale ha permesso ai docenti di Regaldo di raccogliere dati in tempo reale sul rendimento degli studenti. Algoritmi di analisi predittiva segnalano le aree di difficoltà individuale, suggerendo esercizi mirati e percorsi di revisione. Benfatto sottolinea che, pur essendo potente, l’IA resta uno strumento di supporto: “Le decisioni finali devono rimanere nelle mani del docente, che conosce il contesto emotivo e cognitivo dei propri alunni”. Questa filosofia garantisce che la tecnologia non sostituisca la professionalità, ma ne potenzi le capacità.
Inclusione e autonomia: gli esiti concreti del progetto
Dal primo semestre di sperimentazione, i risultati sono stati misurabili. Gli alunni con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) hanno mostrato un aumento medio del 15% nei test di comprensione, grazie all’uso di app di lettura adattiva. Allo stesso tempo, la percentuale di studenti che hanno partecipato attivamente alle lezioni è passata dal 58% al 74%, evidenziando un più alto livello di engagement. Benfatto attribuisce questi miglioramenti alla combinazione di una formazione docente mirata e alla scelta di strumenti che rispondono alle esigenze reali della classe.
Il percorso di Regaldo dimostra che l’innovazione scolastica non è una corsa all’accumulo di gadget, ma una riflessione critica su quali tecnologie possano davvero trasformare l’apprendimento. Il messaggio di Dario Benfatto risuona al di là dei confini provinciali: le scuole devono diventare laboratori di scelta consapevole, dove la qualità supera la quantità e dove l’intelligenza artificiale è al servizio della pedagogia, non il suo sostituto.



