Il 26 ottobre gli Stati Uniti hanno annunciato il divieto di utilizzo di tutti i veicoli della casa cinese BYD all’interno della base aerea di Kadena, situata a Okinawa. La decisione è stata motivata dal timore che i sistemi elettronici integrati nelle auto – telecamere, microfoni, Global Positioning System e piattaforme di connessione – possano essere sfruttati per raccogliere dati sensibili a beneficio del governo cinese.
Divieto di BYD a Kadena: dichiarazioni e motivazioni
Alla base di Kadena, la portavoce tenente colonnello Alli Stormer ha dichiarato che i veicoli rappresentano “un rischio inaccettabile e non mitigabile per il nostro personale e la nostra missione”. Il provvedimento si estende non solo alle auto private, ma anche a taxi, veicoli per le consegne e mezzi utilizzati da appaltatori.
Rischi tecnologici evidenziati dal Pentagono
Nel giugno dello stesso anno, il Pentagono aveva inserito BYD in una lista di aziende considerate “sostenitrici dell’esercito cinese”, insieme a Alibaba, Baidu e NIO. La designazione ha comportato limitazioni nei rapporti con il Dipartimento della Difesa, toccando anche l’accesso a infrastrutture militari. BYD ha contestato la decisione, avviando procedure legali e amministrative per tutelare la propria attività.
Il contesto europeo: preoccupazioni su tecnologie cinesi
Allo stesso tempo, l’Europa ha espresso apprensione non solo per le auto, ma per l’intera catena di forniture energetiche di origine cinese. Un rapporto del think tank tedesco Gids, commissionato dal ministero della Difesa della Germania, evidenzia la possibilità che turbine eoliche e pannelli fotovoltaici dotati di inverter cinesi possano essere manipolati da Pechino per interrompere o rallentare progetti cruciali.
Infrastrutture energetiche e vulnerabilità
Gli inverter, utilizzati per aggiornamenti remoti, rappresentano un punto di ingresso potenziale per operazioni di cyber-intrusione. Anche se le utilities occidentali installano firewall, persiste il rischio che i dispositivi possano essere disattivati o configurati a distanza, compromettendo la sicurezza energetica.
Reazioni di BYD e prospettive future
Di fronte al divieto statunitense, BYD ha annunciato l’intenzione di difendersi in giudizio, sostenendo l’assenza di prove concrete che colleghino le sue tecnologie a pratiche di spionaggio. In Cina, analoghe restrizioni furono applicate al 2021 ai veicoli Tesla per la presenza di telecamere; nel 2024 le limitazioni furono revocate dopo l’approvazione dell’associazione nazionale dell’industria automobilistica.
L’intelligence olandese, AIVD, ha avvertito che i sistemi digitali delle auto moderne – microfoni attivabili da remoto, telecamere interne ed esterne, e connessioni Bluetooth o Wi-Fi – possono trasformarsi in “microspie” capaci di trasmettere conversazioni, dati di navigazione e informazioni personali a soggetti statali. Queste preoccupazioni, unite al provvedimento di Kadena, segnano un crescente scrutinio globale sulle tecnologie cinesi in ambito sia militare che civile.



