Nel panorama italiano della tecnologia, Exein si è appena aggiudicata il titolo di unicorno grazie a un round da 234 milioni di euro che ha fissato la sua valutazione a 1,7 miliardi di dollari. Fondata da Gianni Cuozzo, la società romana è specializzata nella sicurezza informatica di dispositivi connessi, dai robot industriali ai veicoli autonomi. Il traguardo non è solo un segnale di crescita per l’impresa, ma anche una prova tangibile dell’efficacia di una strategia regionale che punta a sostenere l’intera filiera dell’innovazione.
Il 22 e 23 ottobre, la sede di Lazio Innova ha ospitato l’evento “Venture Capital: una scelta vincente per il Paese – Focus Lazio”, dove sono state messe in luce le iniziative della Regione Lazio per catalizzare capitali privati e pubblici. Il programma, cofinanziato con circa 140 milioni di euro del FESR 2021-2027, si articola in una serie di strumenti pensati per accompagnare le startup dalla ricerca al mercato.
Exein: da laboratorio a unicorno
Il percorso di Exein inizia nel 2019, quando è stata la prima società ad entrare nel portafoglio di United Ventures II Lazio, un fondo da 10 milioni di euro cofinanziato da Lazio Innova con risorse europee. Quel primo investimento ha permesso all’azienda di consolidare le proprie capacità di cyber-security e di ampliare la clientela verso settori ad alta intensità tecnologica. Il recente round, guidato dal fondo Headline, ha confermato la capacità di Exein di attrarre capitali di grandi dimensioni, raggiungendo una valutazione che supera di gran lunga la media dei unicorni italiani.
La filiera di venture capital del Lazio
La strategia regionale si fonda su quattro leve operative, tutte gestite da Lazio Innova. TT Lazio supporta il trasferimento di risultati scientifici verso l’impresa e, attraverso il TT Venture Lazio, ha raccolto 142 candidature, selezionando le prime 50 per il percorso di accelerazione. Parallelamente, Venture Tech Lazio mette a disposizione 20 milioni di euro per le fasi pre-seed e seed, affidandoli a nove programmi di accelerazione gestiti da venture accelerator.
Fondi di fondi e co-investimenti
Il cuore finanziario della filiera è rappresentato da Lazio Venture 2, un fondo di fondi da 100 milioni di euro che investe in gestori professionali. Il modello non investe direttamente nelle startup, ma crea una catena di capitale più solida. In chiusura, Innova Venture 2 avvierà un ciclo di co-investimento diretto, con una call prevista entro fine novembre e l’obiettivo di sostenere fino a 240 startup e imprese innovative.
Un aspetto distintivo è la cosiddetta triplice addizionalità di Lazio Innova: finanziaria (ogni euro pubblico deve generare altri privati), operativa (sviluppo di gestori, acceleratori e competenze) e strategica (investimenti nelle fasi più rischiose, deep tech e trasferimento tecnologico). Grazie a questi meccanismi, la quota privata può scendere fino al 20% nei fondi regionali, mentre i venture accelerator possono beneficiare di contributi fino al 50% per le attività di scouting.
Prime evidenze e prospettive per il mercato italiano
Gli indicatori già disponibili mostrano un forte interesse del privato. La call di Lazio Venture 2 ha ricevuto 15 proposte per oltre 230 milioni di euro, più del doppio delle risorse disponibili; Venture Tech Lazio ha registrato 13 proposte per oltre 40 milioni. Nonostante la notevole traiettoria, la leva privata resta limitata: i sei fondi avviati a luglio contano circa 130 milioni di euro di capitale totale, contro una dotazione pubblica di 100 milioni.
Nel contesto nazionale, i primi nove mesi del 2026 hanno visto investimenti di venture capital per 1,465 miliardi di euro, contro gli 855 milioni dello stesso periodo del 2025. Tuttavia, due mega-round hanno assorbito il 64% del capitale totale nel terzo trimestre, evidenziando la necessità di rafforzare la continuità di finanziamento alle fasi iniziali. Le statistiche mostrano che il 59% dei round riguarda pre-seed e seed, ma il 68% degli investimenti è concentrato in Serie A e successive, con solo il 21% dei round.
Secondo Andrea Ciampalini, direttore generale di Lazio Innova, l’obiettivo è creare un impatto «non soltanto finanziario, ma anche operativo e strategico». La presenza stabile di operatori come Primo Capital nella capitale, ad esempio, testimonia l’effetto moltiplicatore delle politiche pubbliche. Come ha dichiarato la vicepresidente Roberta Angelilli, “abbiamo costruito una filiera di strumenti che accompagna i progetti dalla ricerca al mercato, sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e favorisce l’ingresso di capitali privati”.
Il prossimo passo sarà rappresentato dal nuovo bando che Lazio Innova lancerà entro la fine dell’anno, basato sull’interesse già dimostrato. Il caso Exein, con i suoi sette anni di evoluzione dal primo investimento regionale all’attuale valutazione da unicorno, rimane il benchmark più significativo per valutare l’efficacia di una strategia di lungo periodo nel venture capital.



