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23 Ottobre 2026

Virkkunen al Forum: cinque cardini per il Digital Networks Act

Henna Virkkunen invita Parlamento e Consiglio a mantenere punti essenziali del Digital Networks Act presentati al Forum nazionale delle telecomunicazioni 2026 a Roma.

Virkkunen al Forum: cinque cardini per il Digital Networks Act

Il Digital Networks Act è tornato al centro del dibattito pubblico durante il Forum nazionale delle telecomunicazioni 2026, tenutosi il 22 ottobre 2026 presso la Luiss Guido Carli di Roma. Nel videomessaggio inviato all’evento la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha sollecitato i colegislatori a non modificare i punti essenziali della proposta, adottata il 21 gennaio 2026. L’appuntamento, organizzato da Asstel insieme alle sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil, ha messo in luce la necessità di una regolazione capace di sostenere investimenti e innovazione nelle reti europee.

Le cinque richieste di Virkkunen e il quadro normativo europeo

Nel suo intervento Virkkunen ha elencato cinque elementi che, a suo avviso, devono essere «preservati» nel passaggio al Parlamento e al Consiglio: dalla semplificazione delle autorizzazioni alla gestione dello spettro radio, dalle garanzie per la concorrenza al passaporto unico, fino alla dismissione del rame a favore della fibra ottica. In particolare ha ricordato: «Preservare i seguenti elementi fondamentali della proposta della Commissione». Per rendere più prevedibile lo sviluppo delle infrastrutture ha richiamato «La semplificazione delle procedure di autorizzazione, il rafforzamento dell’armonizzazione e l’introduzione di regole in materia di spettro radio favorevoli agli investimenti».

Controlli sulla concorrenza e gestione delle risorse radio

Sul versante della struttura di mercato Virkkunen ha sottolineato la centralità di un intervento regolatorio attivo: «Un controllo più rigoroso della concorrenza e maggiori garanzie per l’adozione di misure in grado di incidere sulla struttura del mercato». Quanto allo spettro, la vicepresidente ha insistito su misure volte a un uso più efficiente delle risorse radio e ha citato testualmente: «Terzo, la condivisione obbligatoria dello spettro radio laddove tecnicamente fattibile, rafforzando il principio ‘utilizzalo o condividilo’».

Il passaporto unico, la migrazione dal rame e la posizione dell’industria

Tra le misure dal respiro europeo Virkkunen ha evidenziato il valore del passaporto unico: «Il passaporto unico, una misura fondamentale per il mercato unico, volta a facilitare la fornitura di reti e servizi in tutta l’Ue». Questa norma mira a ridurre gli ostacoli amministrativi per gli operatori attivi in più Stati membri, favorendo economie di scala e investimenti transfrontalieri. Sul fronte delle infrastrutture fisse ha poi richiamato la procedura di dismissione della rete in rame prevista dal testo: «Per quanto riguarda gli investimenti nella fibra ottica, il Dna propone di accelerare la transizione attraverso una procedura di dismissione della rete in rame che tuteli i consumatori e garantisca certezza normativa».

Reazioni di operatori e associazioni europee

L’intervento della Commissione è arrivato mentre l’associazione Connect Europe, che rappresenta fornitori di reti e servizi, pubblicava a Bruxelles una prima valutazione della bozza di relazione del relatore della commissione ITRE, Michał Kobosko, datata 22 ottobre. Connect Europe ha valutato positivamente alcuni passaggi, in particolare sullo spettro e sull’innovazione, ma ha segnalato criticità su temi come roaming, regole di accesso e migrazione alla fibra. L’associazione ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di sostenere investimenti in 5G e futuro 6G, oltre che in fibra e infrastrutture edge e cloud.

Garanzie per la durata delle licenze e indicazioni sulla transizione

Tra i punti accolti favorevolmente da Connect Europe figurano il sostegno a diritti d’uso dello spettro a tempo indeterminato e la previsione di una durata minima di 50 anni per le licenze a termine, nonché la priorità agli impegni di copertura rispetto agli oneri iniziali. Allo stesso tempo l’associazione ha espresso riserve su aspetti del roaming che potrebbero influire sugli incentivi agli investimenti nelle reti mobili e ha chiesto regole di accesso alla fibra più orientate alle dinamiche degli investimenti, pur riconoscendo la scelta di eliminare una scadenza uniforme per lo spegnimento del rame. Sul tema delle regole di accesso Virkkunen ha ricordato: «È per questo motivo che le politiche di accesso sono state adeguate per agevolare la transizione alla fibra ottica e tutelare la concorrenza».

Il messaggio inviato al Forum di Roma traccia dunque le priorità della Commissione europea per il negoziato con il Parlamento e il Consiglio: favorire investimenti, sostenere il mercato unico e garantire tutele per consumatori e concorrenza, mantenendo al contempo un occhio alle sfide tecniche e commerciali poste dall’evoluzione verso 5G, 6G e infrastrutture digitali avanzate.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.