Negli ultimi anni l’Italia ha trasformato la sua visione quantistica da progetto di nicchia a vero motore di innovazione. Il percorso è iniziato con il Quantum Manifesto del 2016, una richiesta di un miliardo di euro all’Unione europea che ha aperto la strada alla Quantum Flagship, programma decennale avviato nel 2018 per trasferire le tecnologie quantistiche dal laboratorio al mercato.
La strategia nazionale e il ruolo dei policy-maker
Nel settembre 2025 è stata pubblicata la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, frutto del lavoro coordinato dal ministero dell’Università e della Ricerca. Tra i promotori spicca Tommaso Calarco, professore all’Università di Bologna dal 2023 e direttore dell’Istituto per il controllo quantistico del Forschungszentrum Jülich in Germania. Il documento definisce quattro pilastri: potenziare la ricerca di base, costruire infrastrutture di livello europeo, creare percorsi formativi e stimolare il trasferimento tecnologico verso le imprese.
Ricerca accademica: dai qubit superconduttori alla fotonica
Le università italiane custodiscono il cuore della ricerca. Elisabetta Paladino, professoressa di Fisica teorica alla Catania, si concentra sul rumore nei qubit e sui circuiti superconduttori, coordinando lo spoke 9 del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI) dedicato a educazione e divulgazione. A Padova, Simone Montangero dirige il Centro di calcolo e simulazione quantistica, sviluppando metodi per controllare sistemi quantistici complessi e partecipando alla governance della Quantum Flagship.
Ottica quantistica e fotonica integrata
Fabio Sciarrino, responsabile del Quantum Information Lab alla Sapienza di Roma, lavora su circuiti fotonici integrati. Progetti finanziati dall’ERC, come 3D-QUEST e QU-BOSS, puntano a sfruttare la luce per eseguire operazioni quantistiche. Dal 2024 coordina EPIQUE, l’iniziativa europea per un computer quantistico fotonico, e guida lo spoke “Photonic Platform for Quantum Technologies” del NQSTI, dove il Boson Sampling rappresenta una delle frontiere più affascinanti.
Imprese e trasferimento tecnologico: dal laboratorio al mercato
Le spin-off italiane stanno già colmando il divario tra ricerca e produzione. Algorithmiq, nata a Helsinki nel 2020, ha spostato la sede a Milano nel maggio 2026, raccogliendo 18 milioni di euro guidati da United Ventures e CDP Venture Capital. La CEO Sabrina Maniscalco ha definito: “Il quantum non aspetta, chi arriva tardi non recupera”. L’obiettivo è aprire a Mazara del Vallo un Istituto mediterraneo di fisica quantistica e rafforzare la rete Women for Quantum. Ephos, fondata nel 2022, produce chip in vetro per gestire la luce nei data center e nei computer quantistici, partecipando al progetto europeo QLASS e al programma NATO DIANA. Parallelamente, Rotonium sviluppa processori quantistici fotonici a temperatura ambiente, pensati per essere integrati direttamente nei macchinari industriali, ad esempio nella gestione dei veicoli autonomi all’interno delle fabbriche.
In ambito consulenziale, Paolo Cremonesi del Politecnico di Milano, co-fondatore di Moviri, combina più di 250 pubblicazioni e 10 brevetti per offrire software di ottimizzazione e sicurezza informatica basati su algoritmi quantistici. Marina Natalucci, direttrice degli Osservatori Quantum Computing & Communication, ha contribuito alla redazione della Strategia nazionale, fornendo al governo una mappatura dettagliata dell’ecosistema industriale.
Il panorama italiano è quindi caratterizzato da una sinergia efficace tra istituzioni, università e imprese. Dall’elaborazione di una policy ambiziosa alla creazione di piattaforme hardware, passando per la formazione di nuove generazioni di ricercatori, il paese si sta posizionando come attore chiave nella corsa globale al quantum computing.



