La recente nomina di Andrea Quacivi a direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale porta con sé sia un cambio di leadership sia la necessità di ricalibrare priorità operative. Dopo le dimissioni del prefetto Bruno Frattasi, che era stato nominato il 9 marzo 2026, il nuovo vertice eredita un contesto in cui le minacce digitali si sono evolute in profondità e complessità. Allo stesso tempo, il profilo manageriale di Quacivi apre scenari diversi per l’interazione tra pubblico e privato, specie in relazione alle infrastrutture critiche.
Parallelamente, gli alert emersi dalle analisi dei centri di ricerca indipendenti indicano che gli attaccanti non puntano più solo all’endpoint più semplice: mirano a rimanere nascosti negli strati più interni delle reti di telecomunicazione. Monitorare e proteggere questi livelli richiede competenze tecniche avanzate e strategie coordinate, elementi che diventeranno centrali nel mandato del nuovo direttore.
Chi è Andrea Quacivi
Andrea Quacivi, 56 anni, è laureato in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha costruito il suo percorso professionale passando per la consulenza e il settore privato: tra il 1995 e il 1999 ha collaborato con Arthur Andersen S.p.A., quindi ha ricoperto ruoli di responsabilità in Wind Telecomunicazioni fino al 2007. Dal 2007 è entrato in Sogei, dove si è specializzato in pianificazione aziendale, gestione del rischio e sviluppo organizzativo, arrivando a ricoprire la carica di amministratore delegato dal 2 agosto 2017 fino al 2026.
Punti salienti del suo percorso
Nel luglio 2026 Quacivi è stato nominato amministratore delegato di Geoweb, iniziativa nata congiuntamente al Consiglio nazionale geometri e Sogei. Ha inoltre svolto ruoli di governance in organismi legati a ricerca e HPC, risultando consigliere nella Fondazione ICSC che gestisce il Centro Nazionale di Ricerca in high performance computing, Big Data e Quantum Computing. Questo mix di competenze tecniche e gestionali viene guardato come un elemento utile per affrontare le sfide dell’ACN.
Cosa cambia per la cybersicurezza nazionale
La sostituzione al vertice dell’ACN non è solo un avvicendamento personale: può segnare un diverso approccio operativo verso la protezione delle infrastrutture e il coinvolgimento delle imprese. Il nuovo direttore arriva con un background manageriale orientato ai processi e alla pianificazione, utile per rafforzare le capacità di coordinamento tra enti pubblici e fornitori di servizi digitali. Al centro delle agende ci sarà la protezione delle reti di telecomunicazione, che rappresentano il cuore dell’ecosistema digitale nazionale.
Il ruolo delle imprese e della supply chain
La difesa efficace passa anche per una maggiore attenzione alla supply chain estesa e ai fornitori terzi. Le analisi tecniche mostrano come compromissioni a catena possano avere impatti sistemici: da qui l’esigenza di standard più rigidi, audit condivisi e meccanismi di risposta rapida. La collaborazione tra ACN, grandi operatori come Sogei e il settore privato sarà fondamentale per ridurre la superficie di attacco e aumentare la resilienza.
Sfide tecniche e priorità operative
Le minacce emergenti richiedono strumenti e competenze aggiornate: tra queste, gli esperti mettono in evidenza l’ascesa dell’agentic AI, l’integrazione sempre più stretta tra 5G e satellite e attacchi mirati agli strati profondi delle reti tlc. Gli aggressori cercano di stabilire persistenza nei nodi di infrastruttura dove i controlli sono meno intensi. Per rispondere, è necessario investire in monitoraggio continuo, analisi comportamentale e strumenti che combinino capacità umane e Intelligenza artificiale.
In termini operativi, questo significa aumentare il focus su rilevamento precoce, sviluppare playbook condivisi per incident response e potenziare le esercitazioni congiunte tra settore pubblico e privato. La leadership di Quacivi, con la sua esperienza in realtà complesse e sistemi informativi, potrà favorire un approccio pragmatico e orientato all’implementazione di processi di governance e gestione del rischio.
In sintesi, la nomina di Andrea Quacivi all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale arriva in un momento in cui la natura delle minacce cambia velocemente: occorrono coordinamento, investimenti tecnologici e rapporto stretto con le imprese per difendere infrastrutture critiche. Le prossime mosse del neo direttore saranno osservate con attenzione da istituzioni e operatori del settore, chiamati a tradurre analisi tecniche in azioni concrete.


