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19 Luglio 2026

Umbria: la spesa sanitaria frena ma la mobilità sanitaria preoccupa

La spesa sanitaria in Umbria ha mostrato un rallentamento tra il 2026 e il 2026, ma la mobilità sanitaria negativa continua a pesare sul bilancio regionale.

Umbria: la spesa sanitaria frena ma la mobilità sanitaria preoccupa

La sanità in Umbria sta vivendo un momento di transizione. Dopo anni di crescita costante, la spesa sanitaria ha mostrato segni di rallentamento tra il 2026 e il 2026. Tuttavia, le criticità legate alla mobilità sanitaria continuano a rappresentare una sfida significativa per la regione.

Secondo il presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, Paolo Peluffo, la spesa sanitaria in Umbria ha registrato un aumento del 19,5% nel periodo 2026-2026, passando da 1,924 miliardi di euro a 2,286 miliardi. Questo tasso di crescita è stato superiore a quello del PIL regionale nominale che è aumentato di circa il 16% nello stesso periodo.

Il rallentamento della spesa sanitaria

Peluffo ha evidenziato che la dinamica di crescita della spesa sanitaria ha subito un rallentamento tra il 2026 e il 2026. Secondo i dati della Banca d’Italia la spesa sanitaria è passata da un aumento del 5,3% nel 2026 a un incremento del 1,6% nel 2026. Questo rallentamento è stato accompagnato da un miglioramento del risultato d’esercizio del settore sanitario pubblico consolidato, che è passato da un disavanzo di 34 milioni di euro nel 2026 a un avanzo di circa 600mila euro nel 2026.

La mobilità sanitaria: un problema persistente

Nonostante il rallentamento della spesa sanitaria, la mobilità sanitaria continua a rappresentare una criticità per la regione. Peluffo ha sottolineato che la mobilità sanitaria negativa, che non esisteva fino al 2019, è aumentata da 32 milioni di euro nel 2026 a 55,8 milioni di euro nel 2026. Questo deterioramento del saldo è dovuto principalmente al ridursi degli afflussi da regioni confinanti, come il Lazio e all’aumento dei deflussi verso regioni più lontane, come l’Emilia-Romagna.

Le sfide future per la sanità in Umbria

La Corte dei conti ha certificato una situazione finanziaria della Regione Umbria definita «di buona salute», con un disavanzo sceso da 70 a 6,2 milioni di euro nell’ultimo anno. Tuttavia, i magistrati contabili hanno richiamato l’attenzione sugli scogli che peseranno sul futuro della regione, tra cui la crisi demografica e la necessità di trasformare la solidità dei conti in sviluppo.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di un «cambio di passo» riconosciuto anche dalla magistratura contabile. «È stato il risultato di un percorso lungo mesi di collaborazione, di collaborazione con la Corte nel rispetto della spesa pubblica», ha detto. «Ogni euro che arriva dalle imposte deve essere correttamente speso con un’unica funzione: i servizi ai cittadini, a partire dalla sanità».

Tra le reazioni, la deputata M5S Emma Pavanelli ha sottolineato il ritorno all’equilibrio dei conti sanitari e il riconoscimento del lavoro svolto sul risanamento. Prudente la lettura di Confindustria Umbria, il cui presidente Giammarco Urbani riconosce il quadro di solidità finanziaria certificato dalla Corte, invitando la Regione a trasformare le risorse disponibili in crescita.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.